Jeep JK Rubicon by JK Specialist

Wrangler JK movimento 10

ITALIAN YANKEE

Assetto Fox Racing & Synergy Suspension, cofano in carbonio e accessori off road delle migliori marche a stelle e strisce. Ha grinta da vendere ed eccellenti doti da offroader, su ogni tipo di terreno, questa Rubicon preparata da JK Specialist. L’abbiamo messa alla prova per voi…

Terreni asfaltati? Never adapt, come recitava lo slogan di qualche anno fa. D’altronde la connotazione prettamente fuoristradistica del Rubicon si intuisce da subito osservandone i ponti più robusti e i blocchi ai differenziali scelti per equipaggiare questo modello rispetto ad altri dello stesso marchio. Lanciato da Jeep a partire dal 2007, il JK ha dimostrato di coniugare al meglio ottime doti da arrampicatore ad un valido confort di guida, garantendo prestazioni di tutto rispetto. Grazie ad alcuni interessanti tocchi d’autore, con la complicità di JK Specialist, la Wrangler di Federico Quasso, giovane milanese appassionato del brand Yankee (prima ha avuto un YJ 4.0, un TJ 4.0 e un JK 3.8), si è trasformata in una perfetta compagna d’avventura protagonista di raduni e raid alla scoperta d’Italia e Europa sino a raggiungere l’Africa. Frizzante ma confortevole, con l’assetto “giusto” per affrontare ogni tipologia di terreno e un’estetica accattivante (i consumi un po’ troppo elevati non sfigurano certo fra tutti i pregi!), questa JK l’abbiamo passata ai raggi X e testata sulle colline dell’Appennino tosco romagnolo.

Il cuore propulsivo è il classico 4 cilindri a gasolio, di 2.8 litri, abbinato al cambio automatico a 5 rapporti, tarato per l’occasione con modulo AEV. Con alcuni interventi mirati è stato realizzato un interessante incremento prestazionale. In particolare è stato modificato l’impianto di aspirazione installando uno snorkel AEV abbinato a un air ram classico, eliminando sia il sistema FAP che la valvola EGR per poi procedere con la rimappatura della centralina originale. Con il risultato che i 177 cv di serie sono cresciuti sino agli attuali 210 (sui 235 disponibili). Tutto ciò con un indiscutibile guadagno in “grinta” ma senza intaccare l’affidabiltà anche nei lunghi viaggi. Inoltre nel cofano motore è stata predisposta una cover Shmude rossa a protezione dell’alternatore mentre, considerando i possibili utilizzi gravosi, è stato aggiunto un radiatore supplementare per l’olio del cambio, di derivazione Grand Cherokee, posizionato davanti all’intercooler. Il cofano di serie è stato sostituito con uno in carbonio, decisamente più leggero (circa 4 kg), realizzato da JK Specialist, abbinato ad un estrattore d’aria, che assicura un notevole miglioramento nel raffreddamento del motore. Anche l’impianto di scarico originale è stato sottoposto ad alcuni interventi artigianali fra cui l’eliminazione del silenziatore e di circa il 50% del tubo di scarico che ora esce di lato, a metà telaio, riducendo di circa 25 kg il peso del JK. Nel cofano motore sono state inoltre alloggiate una batteria Optima Yellowtop da 75 Ah in sostituzione di quella di serie e uno stacca batteria Hella. Sull’impianto elettrico si è invece intervenuti realizzandone uno specifico per i fari supplementari della Ligthforce da 200 W con cablaggi della stessa marca, alloggiati a parabrezza e per il punto luce da lavoro Sirius posteriore. Per poter disinserire all’occorrenza la gestione elettronica di ESP, BAS e TCS è stato predisposto un apposito interruttore switch on/off. Importanti anche gli interventi sull’assetto. In particolare, sia all’anteriore che al posteriore, sono stati installati ammortizzatori Fox Racing 4.5 a stelo rovesciato, con serbatoio separato, tarabili in 8 differenti posizioni, abbinati a molle progressive Synergy Suspension da 4 pollici, con sottomolla Teraflex da 1 pollice, tagliate a “fetta di salame”, con spessore tra 0,5 a 2,7 cm per evitare che all’anteriore la molla, piegandosi, possa interferire con il bump stop coassiale. All’avantreno sono state inoltre adottate delle biellette Teraflex da 6 pollici, mentre dietro si è optato per l’inserimento di un ferma molla interno abbinato alle Synergy per far si che rimangano sempre in posizione diritta e non ricurva. Per sopperire all’eliminazione della barra stabilizzatrice originale, per lasciare spazio all’alloggiamento dietro al ponte posteriore del serbatoio supplementare per il gasolio, è stata adottata una Antirock della Currie Enterprises, montata a rovescio, che ha pure permesso di guadagnare maggiore stabilità nei passaggi laterali in curva, inizialmente ostici tanto da costringere quasi a togliere gas dall’acceleratore. Della Metal Clock, invece, sono gli 8 puntoni regolabili, completi di boccole realizzate in kevlar a garanzia di una più ampia rotazione rispetto al kit di serie Ultimate dell’americana Full Traction montato sul Rubicon. Infine sono stati scelti alberi di trasmissione di fabbricazione artigianale a doppia crociera, opportunamente allungati, completi di crociere Spicer rinforzate e ingrassabili. I blocchi originali Rubicon sono stati abbinati a coperchi differenziali ARB rossi specifici per ponti Dana 44. L’anteriore monta inoltre un ammortizzatore di sterzo rilocato della Bilstein, semiassi omocinetici RCV Performance, attacco panhard e puntone superiore destro rinforzato JK Specialist mentre al ponte posteriore troviamo un rinforzo panhard a ponte saldato, sempre JKS, e semiassi rinforzati della Superior. é stata poi scelta una doppia panhard regolabile made in USA dalla FT Suspension, cui è stato anche abbinato un rilocatore posteriore a telaio per permettere alla barra di lavorare al meglio poiché il posizionamento del serbatoio supplementare del carburante interferiva con il suo corretto funzionamento. Una piastra protettiva in acciaio da 4 mm per la coppa dell’olio motore completa il sottoscocca di questa Jeep. Infine per sopperire alle maggiori sollecitazioni dovute alla guida nei raid africani il preparatore ha scelto di installare dei bump stop speed Teraflex. E per affrontare in piena autonomia i lunghi viaggi off road nel deserto? Perfetto il serbatoio supplementare della GenRight da 75 litri, dotato di pompa autonoma e piastra protettiva in acciaio da 5 mm che, assieme a quello di serie e alla tanica aggiuntiva, garantisce una riserva di ben 178 litri di carburante. Per poter ispezionare e accedere facilmente all’impianto che permette il funzionamento del serbatoio aggiuntivo è stato effettuato un taglio a livello del pianale del vano bagagli. Consistente pure l’intervento sull’impianto frenante dove sono state sostituite le pastiglie originali con quelle della Hawak serie Performance verdi che non migliorano solo la frenata in presenza di acqua, fango e detriti ma riducono anche in maniera consistente eventuali cigolii. Per quanto riguarda i tubi dei freni il preparatore ha optato per quelli allungati aeronautici sino a 6 pollici della Crown Automotive che al posteriore sono stati sistemati sopra il telaio in posizione più protetta. Guardando poi dall’esterno l’allestimento particolare di questa tre porte del marchio Jeep ci si accorge che il look, all’apparenza sobrio e austero, nasconde una grande attenzione per i dettagli più glamour. A spiccare subito, oltre al cofano motore in carbonio e allo snorkel aerodinamico, sono le due soluzioni scelte per equipaggiare questo mezzo di robusti paraurti. All’anteriore il front bumper della Rugged Ridge, con angolari e bull bar, mostra la sua presenza importante ospitando sull’apposito supporto il winch semi integrato della Warn, un 9.5 Competition in alluminio del peso di 36 kg con 32 metri di cavo tessile T-Max. Per garantire sterzate migliori, gli angolari del bumper sono stati modificati ad hoc in modo da non intralciare il corretto movimento delle gomme stesse. A completare il bumper dell’azienda americana c’è un paracolpi inferiore para tiranteria in acciaio inox da 4 mm. Per il reparto illuminazione il proprietario ha scelto il kit RD Custom HID h4 canbus per gli anabbaglianti, gli h10 per i fendinebbia e le posizioni a Led (tutti bixeno). I pneus montati sul Wrangler sono dei Goodyear Duratrac da 315×70 R17 abbinati a cerchi in lega neri da 17×9 ET-12 della Rugged Ridge ma in alternativa il JK ha pure in dotazione un secondo treno di gomme con relativi cerchi, Maxxis Trepado da 35×12.50 R17 su cerchi Mickey Thompson cromati. Al posteriore troviamo invece un rear bumper dell’American Expedition Vehicles completo di cancello porta ruota di scorta (adatto sino a coperture da 40 pollici) integrato con serbatoio supplementare per acqua (15 litri), porta pala e ulteriore resorvoir da 38 litri di gasolio applicato sul tire carrier. All’interno l’abitacolo del Rubicon è stato equipaggiato con alcuni accessori di tendenza che ne sottolineano l’animo da duro & puro in perfetto stile Yankee. Pochi fronzoli, quindi, ad eccezione del pratico rivestimento in morbida eco pelle rossa della Mattouno per i sedili di pilota e navigatore. Strettamente originali volante, pedaliera e cinture di sicurezza, mentre sul cruscotto trovano spazio un rilevatore per la temperatura olio del cambio automatico, un porta oggetti della Daystar e tre prese supplementari da 12 volt. Sempre del marchio Rugged Ridge sul lato sinistro del volante è stata installata una pulsantiera a parabrezza che permette l’accensione dei fari Lightforce anteriori, di quello da lavoro posteriore e della pratica presa multipla. Nel vano bagagli si è scelto, invece, di eliminare l’amplificatore dell’impianto stereo per rendere più agevoli le operazioni di carico e scarico dei bagagli e delle varie attrezzature varia. A sua vola la moquette interna è stata tolta per lasciare spazio ad una più resistente e adatta all’utilizzo off road, verniciatura protettiva antiscivolo della Protecta Kote abbinata a tappetini a vasca della Quadratec, stessa marca dell’appoggiabraccio rialzato. Completano le dotazioni interne il frigorifero Waeco da 35 litri alloggiato nel vano bagagli, il compressore portatile T-Max da 160 litri al minuto, 2 estintori brandeggiabili fissati al roll bar di serie e un tavolino richiudibile della Rock’s 4×4 Equipment, applicato all’interno del portellone posteriore della Wrangler.

testo e foto di Sonja Vietto Ramus