Mini Adventure: fantasia o realtà

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Una Mini pick Up? Chi l’avrebbe mai detto! Per di più anche… avventurosa. Infatti si chiama Adventure. Di chi l’idea? Di un gruppo di giovani talenti della “scuola” Bmw (i futuri ingegneri e designer del gruppo) che l’hanno realizzata sotto la guida dei loro tutor. Come è fatta? Telaio di una Paceman Cooper S modificato, abitacolo e carrozzeria ridisegnati e ristrutturati per adattare pesi e rigidità alla nuova “forma” della vettura. Ed, ovviamente, sedili posteriori eliminati e padiglione posteriore “tagliato” ed eliminato per poter realizzare la “vasca” di carico.
Vista la sua vocazione da “dura&pura”, modificati pure l’assetto, aumentando sia l’altezza da terra sia l’ampiezza degli angoli caratteristici con diversi interventi alle sospensioni.
Sul tetto è stato montato un aggressivo portapacchi nero con tanto di ruota di scorta, sulla cui parte anteriore brillano anche quattro luci supplementari per ottimizzare la visibilità notturna, soprattutto nei percorsi più avventurosi (come nel deserto o nella jungla). Non manca nemmeno un bel gancio di traino, mentre gli pneumatici di questa Mini così speciale, quattro Dunlop Grandtrek SJ6 (su cerchi da 17”), sono specifici per l’off road duro. Poi, dato che oltre a sabbia, fango e roccia, la Mini Adventure deve poter affrontare qualsiasi altra situazione è stato previsto anche un bello snorkel sulla presa d’aria, per sfidare anche i guadi più ostici. Per finire, una bella riverniciata alla carrozzeria in Jungle Green il colore giusto per intonarsi agli ambienti avventurosi
E per gli aspetti tecnico-motoristici? Motore a benzina da 1.6 litri della Cooper S da 184 cv e trazione integrale All4.