Can Am Renegade 800 X XC

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In medio stat virtus

Come spesso accade, la versione intermedia è la migliore. A metà strada tra il 500 e l’esuberante 1000, il bicilindrico 800 dimostra di avere grinta e carattere. Oltre a un servosterzo elettrico molto efficace

C’è il “piccolo” 500, c’è l’ammiraglia 1000 e, più o meno a metà strada tra i due, c’è il Renegade 800, recentemente aggiornato in alcuni piccoli ma significativi dettagli, che includono anche nuovi cerchi e ammortizzatori più tecnici e professionali. Va detto subito che la versione intermedia ha una sua validità e una sua ragione d’essere poiché dispone di temperamento e personalità, solo risulta un po’ meno impegnativa da gestire, rispetto al 1.000 cui si tende ovviamente a fare riferimento, quando si chiede il massimo al motore.Perché 11 cavalli (sono 71 contro gli 82 del 1000 cc) fanno la differenza, ma non si può certo dire che l’800 abbia un’indole pigra. Il bicilindrico è da provare ed è di soddisfazione già solo a sentirlo, perché emette un ringhio che gratifica le orecchie. Il tutto è proposto in modo molto civile poiché, nonostante l’esuberanza, l’erogazione non porta fastidiose vibrazioni, è consistente e tutto avviene in modo molto fluido e piacevole. Come gli altri Renegade, anche l’800 sfrutta la tecnologia telaistica SST G2, che prevede un unico longherone centrale, che ha il doppio obiettivo di favorire uno stile pulito e una corretta distribuzione dei pesi. Caratteristica è anche la zona posteriore, con sospensioni indipendenti a bracci di torsione longitudinali, una soluzione semplice e allo stesso tempo robusta ed efficace. Il vantaggio più evidente è rappresentato dal fatto che la geometria non si modifica lungo tutta l’escursione, con un movimento perfettamente lineare.

Can-Am ha realizzato un quad spazioso quanto basta, con pedane che offrono una solida presa e misure che si adattano a piloti di varie stature. In questo modo anche i più alti possono contare su una corretta ergonomia, sia nella guida seduta, sia nei passaggi da affrontare in piedi sulle pedane. Apprezzabile il materiale impiegato per il rivestimento della sella, che evita inutili scivolate senza ostacolare i normali spostamenti del corpo. L’impostazione è tipicamente sportiva, come conferma l’assenza di portapacchi; le uniche possibilità di trasporto sono affidate ai quattro ganci posti dietro la sella e al piccolo vano portaoggetti sulla coda. La guida è sempre entusiasmante, favorita da sospensioni che permettono di sfruttare la generosità del bicilindrico nelle condizioni più critiche. Si può sempre contare su un’escursione di 22,9 cm all’avantreno e di 23,6 cm sulle ruote posteriori. Caratteristico è anche il DPS, il Dynamic Power Steering che consente di regolare l’impostazione del servosterzo in base ai gusti e alle esigenze di chi guida, semplicemente agendo sul pulsante sul lato sinistro del manubrio. Per apprezzarne l’efficacia è necessario provare, la differenza è sensibile. Noi abbiamo gradito la selezione meno “invasiva” (la Min), che lascia una notevole sensibilità, ma allo stesso tempo riduce l’affaticamento delle braccia. Un vantaggio che si apprezza a fine giornata. A prima vista il Renegade 800 può apparire un po’ ingombrante nei percorsi più stretti e tortuosi, ma proprio la presenza del DPS risulta di grande aiuto. Tuttavia il suo habitat naturale sono gli ampi spazi. è sufficiente trovare un percorso aperto, anche sabbioso e sconnesso, e il Can-Am conquista con la sua esuberanza e un’indiscutibile grinta.